giovedì 20 aprile 2017

L'educazione nel mondo greco

LA GRECIA ARCAICA E I POEMI DI OMERO

Le testimonianze più antiche di una qualche forma di educazione provenienti da quest'area sono i miti. In particolare sono giunti fino a noi due poemi: l'Iliade e l'Odissea. 
I poemi sono grandi narrazioni di personaggi eroici. L'Iliade e l'Odissea sono attribuite a un cantore cieco: Omero. In realtà, non si sa molto di questo personaggio e se ne mette in dubbio la reale esistenza. Omero non ha fatto altro che raccogliere e unificare leggende precedenti diffuse nell'area greca. Nei poemi omerici compare il concetto di areté. Questo termine significa la virtù nel sensodi capacità o abilità. Esistono quindi varie areté.
L'Iliade racconta l'assedio della città di Troia, in Asia Minore a opera degli Achei: qui ci troviamo di fronte all'areté guerriera. Gli eroi sono esempi, modelli educativi di virtù belliche.
L'Odissea narra delle peregrinazioni attraverso il Mediterraneo di Ulisse. Si può dire che quest'opera prevalga l'areté intellettuale.

ESIODO E L'ARETE' DEL MONDO CONTADINO 

Accanto a Omero va ricordato Esiodo. Per un periodo è stata negata una vera unità alle sue opere più famose, la Teogonia e le Opere e i giorni, considerate soltanto un ''assemblaggio di poesie''. 
Nella Teogonia, un poema in 1022 versi forse incompiuto, Esiodo, dopo aver parlato dell'origine dell'universo, elenca le generazioni degli dei corrispondenti ai tre periodi della storia del mondo: Urano, Crono, Zeus.
Nelle Opere vengono affrontati  i due concetti fondamentali del lavoro e della giustizia, esposti riccorendo al mito di Prometeo e a quello delle cinque età degli uomini. oltre alle esortazioni al lavoro e alla giustizia sono presenti consigli di morale e di economia; seguono i precetti sui lavori agricoli e sulla navigazione e infine i consigli per il matrimonio e i rapporti con gli amici. L'areté descritta da Esiodo è dunque quella del mondo contadino greco delle origini.

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 I SOFISTI E LA NASCITA DELLA PAIDE'IA 

Sotto la guida di Pericle, ma anche nei decenni successivi, la città è il luogo di attività dei principali protagonisti della cultura greca del periodo, i sofisti, Socrate e Platone. 
Il termine sofista indica i primi insegnanti a pagamento degli aspiranti politici. I sofisti intendono insegnare l'areté politica, cioè la tecnica con cui un uomo politico può sostenere in pubblico le proprie tesi e sconfiggere quelle degli avversari. La nuova virtù consiste nell'abilità dialettica e retorica, cioè nell'arte del linguaggio. 
Le tecniche insegnate dai sofisti sono due:
- la dialettica, che consiste in un serrato dialogo tra due o più interlocutori, nel quale ciascuno cerca di provare razionalmente la validità delle proprie posizioni confutando quelle dell'avversario;
- la retorica,  che consiste in lunghi discorsi con i quali persuadere un vasto uditorio.
E' importante notare che i sufisti non identificano la conoscenza con la verità: 
- Protagora di Abdera afferma: "L'uomo è la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono"; ciò significa che la verità è quella che gli uomini decidono sia tale;
 - Gorgia da Lentini afferma a sua volta: "Nulla è; seppure qualcosa è, non è conoscibile seppure conoscibile, non è comunicabile"; quindi tutto sta nelle nostre capacità di persuasione.
Per queste parole i sofisti sono stati accusati di scetticismo, perchè hanno affermato che non è possibile conoscere nulla con certezza, e di nichilismo, perchè hanno affermato che non esistono verità assolute. Essi hanno però avuto il grande merito di contribuire alla democratizzazione della politica e del sapere, sostenendo l'insegnabilità della virtù a tutti e di conseguenza l'importanza dell'istruzione e dell'educazione. Essi dunque hanno posto l'uomo e la città al centro della loro attenzione filosofica e nella polis sono stati i primi insegnanti di professione che si sono dedicati alla formazione dell'uomo politico. 

SOCRATE: LA FORZA  DEL DIALOGO

Una delle figure fondamentali per lo sviluppo non solo della pedagogia, ma di tutto il pensiero occidentale: Socrate. Socrate dedica la sua vita alla filosofia; ai suoi allievi non trasmette un insegnamento tecnico, ma morale. Socrate insegna ai suoi interlocutori che molte loro convinzioni sono solo opinioni infondate e li conduce alla continua ricerca della verità. Socrate attraverso il dialogo sottopone gli interlocutori ad un complesso gioco di domande e di risposte, mettendo alla prova le loro convinzioni. Sotto i colpi delle obiezioni di Socrate, le tesi degli avversari crollano, perchè si rivelano contraddittorie. Questa confutazione apre la strada ad un'autentica ricerca della verità. Questo aspetto del metodo socratico è chiamato maieutica, un termine che in greco indica l'arte della levatrice. Socrate infatti paragona la propria attività a quella di sua madre, che era una levatrice; come la madre aiuta le donne a partorire corpi, così Socrate aiuta le menti a partorire idee. Ma il pensatore ateniese non possiede quella verità che induce a cercare. Egli si proclama ignorante, con un atteggiamento che viene definito ironia socratica. Socrate è considerato lo scopritore dell'anima come coscienza: l'uomo è la propria anima e l'anima è la sede dell'attività pensante e dell'attività morale. I veri valori, per Socrate, non sono i beni esteriori; i valori da coltivare sono quelli dell'anima, e in primo luogo la conoscenza; è in questo modo che l'essere umano ottiene la libertà e la felicità. La posizione di Socrate prende il nome di ottimismo etico, ed è stata ritenuta intellettualistica, perchè, appunto, si affida alla ragione e alla conoscenza, e sui presunti benefici immediati che ne dovrebbero conseguire.

 
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La motivazione

LA MOTIVAZIONE
La motivazione è un fattore dinamico del comportamento umano che attiva l'organismo verso una meta. La motivazione è strettamente legata a un ''bisogno'' ossia uno stato di tensione provocato dalla mancanza di qualcosa avvertito dal soggetto come nescessario. Lo psicologo Maslow ha interpretato i fattori motivazionali come bisogno dell'individuo , che classifica secondo una precisa gerarchia rappresentata da una piramide.


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 Lo studioso Kuhl ha distinto due tipi di orientamento motivazionale: uno concentrato sull'azione, proprio di individui in grado di realizzare con decisione i propri propositi; l'altro centrato sulla situazione, caratteristico di chi invece resta prigioniero delle possibili alternative, e non riesce a passare all'azione. Le nostre spiegazioni di quanto accade vengono chiamate attribuzioni:
 -attribuzione interna: attribuire a se stessi la causa di ciò che avviene;
-attribuzione esterna: attribuire a motivi indipendenti della nostra azione quanto accade significa rinunciare a ''costruire'' la propria vita.
Questo concetto è stato elaborato da Rotter. A seconda di dove si è collocato il locus of control, l'individuo si sente resposablizzato o deresponsablizziato. 
Un locus of control esterno deresponsabilizza, ma anche il locus of control interno presenta un aspetto negativo, quando il soggetto si attribuisce la responsabilità di eventi estranei a suo controllo.
Lo psicologo Weiner ha individuato tre aspetti fondamentali del processo di attribuzione: 
-internalità, che riguarda la collocazione della causa di un certo fenomeno: interna al soggetto o esterna.
-stabilità, ossia il carattere costante o mutevole della causa,
-controllabilità,cioè la possibilità o meno del soggetto di controllare la causa.









 

martedì 14 marzo 2017

Film Stella


FILM STELLA
 Stella è una ragazzina di unidi anni e vive a Parigi con i suoi genitori sopra al bar che gestiscono. La ragazza non riceve molta attenzione dai suoi genitori. Frequenta  il primo anno di una scuola prestigiosa dove all'inizio si sente esclusa e poi stringe amicizia con Gladys, figlia di ebrei intellettuali. Stella è abituata a frequentare i clienti del bar e per questo rischia la bocciatura. Grazie alla sua amica Gladys, Stella inizia ad ottenere voti positivi a scuola. Le due amiche iniziano a trascorrere molto tempo insieme. Con il tempo Gladys ha ottenuto la fiducia di Stella e per questo le ha confidato quanto le succdeva.

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 Motivazione: E' un fattore dinamico del comportamento umano che attiva l'organismo verso una meta. La motivazione è strettamente legata a un "bisogno", ossia uno stato di tensione provocato dalla mancanza di qualcosa avvertito dal soggetto come necessario.

Motivazione intrinseca: Essa porta ad interpretare un'attività perchè è di per sé motivante. In questo caso l'individuo si attiva per divertimento o per sfida o senza interesse verso la ricompensa o pressioni esterne.

Motivazione estrinseca: Motivazioni sostenute da rinforzi esterni (vantaggi, riconoscimenti, avitamento di conseguenze spiacevoli).

domenica 5 febbraio 2017

Metacognizione

METACOGNIZIONE:

La metacognizione è la consapevolezza e la capacità di riflettere sui propri e sugli altrui stati interni riuscendo così a prevedere il proprio comportamento e quello degli altri tra cui sensazioni, sentimenti, disagi, ecc..

domenica 29 gennaio 2017

Insegnante ed allievi

LA COMUNICAZIONE NELL'ATTIVITA' EDUCATIVA:
 La comunicazione educativa è una trasmissione di informazioni tra l'insegnante e l'allievo. Il messaggio deve essere trasmesso in maniera efficace e il dialogo tra i due deve essere basato sulla partecipazione di entrambi che si devono preouccupare l'uno della reazione dell'altro.

RUOLI E FUNZIONI DEL DIALOGO EDUCATIVO:

Due termini importanti nella sociologia sono status e posizione. Lo status è la posizione che una persona occupa nella società e la posizione è il comportamento tenuto dalla stessa. Nella relazione educativa lo status è il rapporto tra insegnante e allievo, quindi un rapporto tra un superiore e un inferiore. L'insegnante però è una guida, o un facilitatore, che deve realizzare un compito collettivo. 

L'INSEGNANTE E IL GRUPPO CLASSE:

Il dialogo tra insegnante e allievo dipende da vari fattori. L'immagine che l'allievo ha elaborato dell'insegnante (severo, accondiscendente, ecc.) incide sul suo comportamento. Un ragazzo però è molto sensibile al giudizio del gruppo classe al punto tale da modificare il suo comportamento in base all'opinione della classe stessa. Lo psicologo Marcel Postic rileva che il gruppo classe è caratterizzato da:
-un gruppo di bambini o adolescenti;
-un solo adulto, l'insegnante;
-presenza obbligatoria con un'unica finalità, istruirsi;
-un ambiente attrezzato, la classe.
I rapporti all'interno del gruppo possono essere influenzati da fattori esterni, come l'ambiente di provenienza di ogni alunno, l'estrazione sociale, ecc., fattori che possono far nascere dei sottogruppil.
Esistono due tipi di gruppo classe, il gruppo che accetta le regole e quello che segue un orientamento basato sul comportamento dei compagni di classe. Oggi si ritiene che l'allievo subisce varie influenze, da una parte vorrebbe svolgere il compito scolastico e dall'altra il gruppo gli impone di trasgredire le regole scolastiche. In questo modo il ragazzo può impegnarsi in modo discontinuo nello studio.
Esistono tre modi di relazionarsi con gli allievi da parte dell'insegnante:
guida dominante, cioè l'insegnante decide tutto senza lasciare spazio all'allievo, in questo modo diminuisce l'autonomia e la spontaneità;
guida antiautoritaria, cioè punta sull'autonomia dell'allievo ma privandolo di punti di riferimento;
guida autorevole, cioè che prende la decisione insieme agli allievi in modo da renderli autonomi e responsabili e rimanendo un loro punto di riferimento.

CONTESTI EDUCATIVI:

L'inizio della scuola per un bambino determina un grande mutamento. La scuola dell'infanzia è la prima forma di distacco dal nido familiare. Il bambino avrà bisogno di sempre più autonomia perchè il gruppo classe diventerà la nuova famiglia in cui svilupperà le sue capacità di socializzazione. Il passaggio dal contesto famiglia a quello scolastico è influenzato dalle caratteristiche della famiglia di provenienza. Un ruolo importante  per la convivenza del gruppo classe lo ha l'insegnante. Ogni alunno si trova in un sovrasistema scolastico che si divide in vari sottosistemi, uno dei quali il gruppo classe, in cui la sua vita è regolata in base ai compiti, i tempi e gli spazi.

LE COMPETENZE DELL'EDUCATORE:

 L' insegnante oltre alle conoscenze della materia che insegna dovrà acquisire delle competenze di carattere psicologico, pedagogico, didattico e sociale con cui potrà capire la personalità e le esigenze degli alunni e predisporre un insegnamento efficace. Anche un insegnante può avere problemi all'interno della scuola e ciò si chiama burn-out, cioè un sovraccarico emotivo che colpisce chi si deve prendere cura degli altri e ad un certo punto non si sente più adeguato o addirittura motivato. All'origine del burn-out ci sono le caratteristiche individuali e in più i carichi di lavoro pesanti, senso di imptenza, ecc.. Il burn-out nasce nell'ambiente di lavoro, però può coinvolgere anche la sfera privata. Per prevenire il burn-out bisogna intervenire sulla persona e anche sul luogo di lavoro.


mercoledì 25 gennaio 2017

La teoria sistemica

LA TEORIA SISTEMICA

La psicologia sistemica analizza la relazione educativa partendo da due presupposti: tutto è comunicazione e il mondo psichico è un sistema, ossia una totalità nella quale il mutamento  di una parte influenza tutte le altre. Secondo Paul Watzlawich per spiegare un singolo fenomeno occorre prendere in considerazione tutto il suo contesto. Le indicazioni che la teoria sistemica fornisce all'educatore sono:
  • L'educatore, nel contesto della classe, deve fornire la riorganizzazione interna ogni volta che un nuovo elemento turba l'equilibrio precedente.
  • Nel gruppo egli deve individuare le parole-chiave, il cui mutamento di atteggiamento rende possibile il mutamento collettivo e individuare gli aspetti aperti al mutamento sia per interno gruppo sia per il singolo alunno.
  • Tiene sotto controllo l'ansia e stimola l'attenzione quando si presenta un problema o viene assegnato un compito: un'ansia eccessiva, infatti può spingere alla fuga di fronte al compito da affronatre, mentre un livello troppo basso di ansia determina una bassa motivazione. Ogni volta che un problema viene risolto, si crea un nuovo tipo di stabilità dinamica, una nuova organizzazione cognitiva, una diminuzione dell'ansia e un'accresciuta autostima. L'educatore deve essere capace di interagire nel modo opportuno sia con il singolo sia con il gruppo. Inoltre deve controllare il circolo comunicativo affinchè tutti comunichino tra loro.
 

martedì 24 gennaio 2017

La teoria umanista

LA TEORIA UMANISTA

La psicologia umanista riguarda il comportamento del docente e i suoi effetti sull'alunno. Carlo Rogers ha elaborato una psicoterapia in cui l'insegnamento può essere flessibile e dove l'unico interesse è l'alunno. Questo secondo Rogers richiede tre atteggiamenti-chiave:
  • autenticità o congruenza 
  • considerazione positiva incondizionata
  •  comprensione empatica
 L'educatore deve porsi dal punto di vista dell'alunno, quindi l'empatia, senza formulare giudizi o imporre cambiamenti di comportamenti, quindi considerazione positiva incondizionata, e questo per indurre l'alunno a conoscere se stesso e a stabilire una continiutà, quindi congruenza, tra le immagini di se e le proprie esperienze.
L'educatore deve fornire gli strumenti per utilizzare consapevolmente le conoscenze e l'alunno dovrà essere in grado di valutare da solo quanto appreso e quindi provare soddisfazioni per i risultati ottenuti. La relazione educativa ha il compito di favorire la metacognizione cioè l'autovaltuzione dei risultati ottenuti. In questo modo il ruolo dell'educatore non è più quello di trasmettere le conoscenze, ma di facilitare l'apprendimento.